venerdì 7 ottobre 2011

Colpevole di innocenza

Un mattino come gli altri.
Accendo la macchina, entro in strada, sono in coda.
Accendo la radio.
 
Come in un film a budget zero, c’è sotto un notiziari e riportano subito una notizia.
“ Perugia: tutti assolti “
 
Assolti.
Si. Liberi.
 
Secondo me, sono colpevoli. Ma adesso non conta.
Rimane il fatto che in italia i sistemi di investigazione cazzuti li vediamo solo su CSI.
Quando entrano in campo gli specialisti sembrano i carabinieri delle barzellette.
Ma non fanno ridere.
 
Casi recenti:
-          Elvo Zornitta, accusato di essere l’Unabomber italiano. Nemmeno ricordo quanto è andato avanti il tutto, per poi essere archiviato in quanto una delle prove principali era stata manomessa volontariamente dal laboratorio di analisi
-          Alberto Stasi, accusato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Un campionario della semi-comicità.
Carabiniere: " Sul computer ci sono le prove per incastrarlo? Ma accendiamolo! "
PM: " E’ morta alle ore X. Ah, è provato che era al PC a quell’ora? Allora X + 1 "
In carcere preventivo per non mi ricordo nemmeno più quanto tempo, e l’unica cosa che potevano sperare di avere era una confessione. Senza prove.
Deve essere andata avanti così per ore:
“ Sei stato tu? “
“ No “
“ Abbiamo le prove “
“ Allora perché me lo chiedi? “
“ Preferisco sentirtelo dire “
“ Allora no “

Da questi tre casi, che sono solo una frazione balzata alle cronache rispetto a tutti gli omicidi, si possono imparare molte cose.
1)      Mai coinvolgere bambini ( Franzoni, Erba ) o giornalisti e folla vorranno il tuo sangue
2)      Non uccidere a luglio, agosto o quando non c’è il calcio. Se le uniche notizie sono sul meteo, i media non aspettano altro
3)      Nega. Sempre. Tutto. Fai instillare il dubbio dagli avvocati anche se sei stato ripreso in eurovisione
4)      Aspetta che gli inquirenti facciano un errore – di solito, sono nell’ordine della dozzina
5)      Evita di farlo dove gli omicidi sono più frequenti – Milano, Roma, Napoli... Lì sono preparati
6)      Due anni di carcere, poi sono 50K almeno per ogni comparsata. Più il libro. Più i diritti TV. A molti CoCoCo va peggio
7)      In fin dei conti, il delta dice di ammazzare qualcuno piuttosto che perdere 30 anni in cause civili
 
Passo al mio punto di vista, che è piuttosto semplice.
Non si persegue la verità oggettiva, ma quella processuale – ed è una cazzata.
Soluzione: waterboarding.
Dopo due minuti chiunque ti ha rivelato anche quali merendine ha rubato alla nonna,
Per andare sul sicuro, qualche farmaco o una blanda iniezione di alcool in vena.
Da rifare più volte per essere sicuri delle versioni. Non deve essere un processo sommario.
 
Tutti si sciacquano la bocca con “ la certezza della pena “, a me interessa “ la certezza della colpa
Solo allora si garantisce che verrà pagato il congruo prezzo.

Sarò anche un dittatore, ma non sono un qualunquista.
Mai un innocente in carcere, e assicurarsi che il colpevole si penta a vita di quello che ha fatto.

6 commenti:

  1. utente anonimo7 ottobre 2011 09:49

    Sono parzialmente d'accordo. Tieni conto che quelli a cui fai riferimento sono i processi più in vista, quelli osannati dai media, e non la totalità della giustizia italiana. Fortunatamente, oserei dire. Sono casi in cui è veramente difficile capire qualcosa, soprattutto con giornalisti che dicono tutto e poi il contrario di tutto. Bisognerebbe leggersi tutti gli atti del processo, e possibilmente capirli (io di certo non ne sarei in grado).

    D'altra parte quando dici "Non si persegue la verità oggettiva, ma quella processuale – ed è una cazzata." tocchi il tasto di certo più dolente. Spesso sembra anche a me, da quello che si vede in TV (ripeto che bisognerebbe leggere gli atti per avere un minimo di chiarezza) che si cerchi un colpevole "a forza". Io penso sempre che ci voglia la certezza della colpa per mettere in galera qualcuno. E certezza non vuol dire decisione di un giudice. Certezza vuol dire DNA, impronta, sangue, eccetera. Altrimenti è solo un gran circo.

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  2. utente anonimo7 ottobre 2011 10:51

    Problema uno: il sistema è ipergarantista non tanto sulle questioni reali (prove, etc) quanto da quello formale... ovvero, sbagli a compilare una cazzata od ometti un'inezia, e tutto va a meretrici - ovviamente dopo tre gradi di giudizio e 10 anni di processo, con tanto di plauso dei media che ci campano per secoli. (NDR: quando, per caso, mancano vaccate sui processi in corso, si tirano fuori quelli di 30 anni fa - crepa però se indagano su Calvi o Sindona... quelli no - tutti suicidi)

    problema due: quando per caso sei così fesso da farti prendere e condannare (ovvero sei un povero cristo che non può comprare 10 anni di tempo di un avvocato..), puoi contare su riduzioni di pena, buona condotta, etc etc...

    problema tre: se poi sei uno ricco, finisci a domiciliari nella tua villa da 30 stanze e 3 piscine... (quasi quasi mi faccio arrestare e chiedo i domiciliari a casa di Berlusconi)

    soluzioni:
    - gradi di giudizio? 2 al posto di 34.. (perchè oltre ai canonici 3 scopriamo giornalmente che esistono altre millemila corti giudicanti la cui parola può invalidare - sulle basi di non so che cazzo - anni di processi)
    - ridurre le durate riducendo la burocrazia e non i reati / pene / etc con prescrizioni, condoni, amnistie, grazie, antani bifumati con scappellamento a destra.
    - aumentare le risorse alla giustizia e mandare qualcuno ad organizzarne gli uffici... sono ancora all'età della pietra.

    sul waterboarding ho le mie riserve, perchè finisce che uno confessa anche quello che non ha fatto. Meglio il sodio penthotal ed il poligrafo.

    infine, sono anche per la galera ai giornalisti. Non quelli che pubblicano le intercettazioni, sia BEN chiaro, ma quelli che inseriscono nei telegiornali la cronaca in prima pagina.

    Bimbi belli... al massimo sopporto che per due giorni mi parliate di quello stronzo che ha massacrato 90 persone in Norvegia, ma di quei tre che hanno ammazzato una tizia perchè non ci stava a fare un'orgia non me ne frega nulla. Pala, piccone e tante pietre dopo un giusto processo è tutto ciò che voglio vedere... il resto mandatelo a Grisham che ne fa un romanzo che posso evitare di leggere.

    Seamus

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  3. Una battuta al volo: se vuoi uccidere qualcuno, evadere le tasse, fare festini e contemporaneamente ricoprire un ruolo istituzionale, eccetera eccetera eccetera eccetera eccetera, ti conviene farlo in Italia. Almeno a livello statistico hai più probabilità di essere assolto. O, per lo meno, vuoi mettere avere dalla tua parte belpietro che ti difende a spada tratta?

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  4. Sta molto anche alla coscienza degli avvocati. Io credo che loro sappiano se il loro cliente è colpevole o meno. Possono scegliere se difenderlo in nome dei soldi o lasciare la causa in nome della coscienza. Non serve che ti dico come finisce il 100% delle volte.
    Oltre ad essere comunque d'accordo con quello che dici aggiungo l'obbligo di spaccare le pietre in carcere. Così magari ci pensano su due volte prima di ammazzare qualche povero disgraziato.

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  5. Purtroppo sono passati parecchi anni, quindi non ricordo di preciso che quotidiano fosse, ma so che una nota testata nazionale se ne uscì con in prima pagina il titolone cubitale "Pacciani innocente"... e, nella colonna accanto, con un articolo intitolato "Arrestato il complice di Pacciani".
    Arrestato il complice di un innocente?!?!?
    E' un pezzo che la nostra giustizia fa concorrenza ai programmi di cabaret, purtroppo...

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  6. utente anonimo10 ottobre 2011 20:39

    No, direi proprio che il primo messaggio non e' nel mio stile di scrittura.
    Astro

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