Continua la felice storia del matrimonio a 40 °C
Siamo in chiesa, e colgo l'occasione per sfatare il mito che " le chiese di una volta sono fresche ".
Un cazzo. No.
Sono maledetti forni e funzionano allo stesso modo!
Fornisci il calore, gli impedisci di uscire, cuoci il contenuto.
La mia speranza di appostarmi vicino all'ingresso per catturare ogni minimo refolo d'aria come fosse un Pokemon raro viene annientata.
Siamo della famigghia, quindi seconda fila.
Do l'esempio a tutti di come usare il libretto delle preghiere per farsi vento, guardando malissimo #FMS quando mi blocca per indicarmi quale stronzata dovevo cantare.
Ringhio brevemente, lui torna al grazie signore grazie o similare.
AM, travestita da Megan Fox, fa una delle letture in cui ripete per 40 volte " dio " in 15 righe.
[ Si c'è il video. In HD. Ma non c'è Megan Fox quindi non accalcatevi ]
Durante la mia personale liturgia di insulti verso la religione, mi rendo conto che qualcosa non torna.
Entrambi i piedi mi fanno decisamente male.
Er.. Strano. Scarpe nuove, certo, ma le ho provate per bene ed erano perfette.
Mah.
Passano i minuti ed il dolore cresce.
Smetto di pensare ad altro e guardo con astio il maledetto stuprabambini che non si decide a chiudere questa farsa.
In ogni caso, una volta finito il tutto dobbiamo attendere che escano gli sposi, tirargli le monete da 5 lire [ ma che cazz...! ] e poi salutare + scambiare chiacchere con
tutti e ribadisco tutti i presenti.
Che saranno stati duecento.
Sotto il sole di mezzogiorno.
Del giorno più caldo in assoluto.
Vestito in giacca e cravatta.
Facciamo che andate tutti a fare in qulo e vado sotto l'unico albero, lontano dalla chiesa.
Se mi cercate sono quello che mostra il medio.
Dopo mezz'ora buona AM decide di riferirmi che ha il mio stesso problema di scarpe e non riesce a stare in piedi.
V: " Da quanto tempo? "
AM: " Un'ora "
V: " E me lo dici
adesso? "
AM: " Che facevo, me ne andavo? "
V: " Non è il tuo matrimonio! C'è tutta la famiglia lì in mezzo, se la smazzino loro! "
Seguono insulti sul fatto che sono un cinico senza sentimenti e che avrei potuto rimanermene a casa.
Eh no, dovevi dirmelo alle 8.30!
Dopo una luuuunga scarpinata riesco a recuperare le chiavi di casa [ che AM non aveva ] e rientrare.
Esito: siamo devastati.
Semplicemente, le scarpe erano perfette ma col caldo si sono gonfiati gli zamponi.
Metto cerotti ovunque tipo Zio Tibia e andiamo al pranzo.
Nota per i non meridionali: in Puglia, sono tipiche le " sale ricevimento ".
Cosa sono?
Beh, solitamente vecchie masserie rimesse a nuovo e adibite a ristorante con qualche camera da letto.
Nulla di strano se non fosse che un pranzo lo fanno pagare quanto un ristorante stellato.
Neanche a dirlo, ogni posto dove mangiare nella zona ha la caratteristica del " basso prezzo, cibo buono e abbondante ".
Ma
per tradizione ogni stramaledetto matrimonio si fa nelle sale.
Perché altrimenti le vecchie zie parlano male, e la nonna ci tiene tanto...
Voi siete malati.
Arriviamo a destinazione e ci accomodiamo per l'aperitivo.
All'aperto.
A 40 °C
Con alberi giovani, quindi con chiome dal diametro di un metro.
V: " Dove cazzo sta l'ombra? "
AM: " Sempre a lamentarti! "
V: " Scusa. Dove porco cazzo sta la
mia ombra? "
Aggiungiamo che per avere un bicchiere d'acqua occorreva alzarsi, attraversare 50 metri di deserto con scale e fare la fila.
Per l'acqua.
Foto di rito con gli sposi, evviva, il mio cuore è cresciuto di tre taglie.
Solo per dire che siamo i penultimi su un milione ed ormai mi mancavano due patate in bocca ed una carota nel qulo per una perfetta cottura.
I piedi ormai cercavano di fare l'effetto Hulk e sfondare le scarpe.
[ Seriamente, fossi stato Bruce Banner avrei indossato solo espadrillas ]
Una volta dentro mi concedo al dolce quanto tardivo abbraccio dell'aria condizionata.
Ci sarebbero molte cose da raccontare a questo punto ma per sommi capi:
- soliti balli singoli e di gruppo, a mezzo metro dal nostro tavolo ed in particolare da me
- gli amicissimi dello sposo mezzi sbronzi prima ancora di cominciare, che non si ricordano gli scherzi da fargli
- un paio di piatti che sembrano destinati a dei lungodegenti [ patate e carote al vapore? E non quelle della foto... ]
- lo sposo che non vuole baciare la sposa
- certa gente per vestirsi si lancia nell'armadio e come esce esce
Merita un post a parte la storia di " Valeren, il poeta ".
A metà pranzo decido che lo stile può seriamente abdicare, e con la morte nel cuore cambio scarpe per metterne un paio da ginnastica.
Tolgo anche la cravatta perché altrimenti sarei stato un clown.
Segnalo che a distanza di due settimane le ferite ancora non sono guarite.
Julia, help!
Continuiamo a ingrassare, poi buffet dei dolci all'aperto col sole quasi tramontato ed una temperatura più umana - ma sempre sopra i 30 °C
Più essiccato che disidratato, voglio solo una cosa: tornare a casa, farmi una doccia e dormire.
AM la pensa come me ed infatti si getta sulla pista a ballare, ovviamente a piedi nudi come le altre scatenate.
Qualche minuto dopo apre l'open bar ed io mi diletto col santo S2 che tanto la cosa va per le lunghe.
Neanche a dirlo, quando vado IO al bancone non c'è il barista.
Due bambine guardano prima me, poi la bottiglia di coca, poi me, poi...
V: " Volete da bere? "
Bimba 1 & 2: " Siiiiiiiiiiii "
V: " Coca? "
B1 & 2: " SIIIIIIIIIIIIIII! "
V: " Però dobbiamo aspettare il barista "
B1: " Sono dieci minuti che quel $testicolo non c'è, abbiamo sete "
V: " Afferrato "
Verso da bere a loro, sto per passare a me ed in quel momento torna il barman che mi guarda male.
V, sempre versandomi da bere: " Fidati, tu non avresti voluto parlare direttamente con loro "
Chiude l'open bar, se ne va anche il DJ e dopo una buona mezz'ora riusciamo a salutare tutti i superstiti.
Avete presente quelle serate in cui, quando te ne vai, hai il sorriso ebete sulla labbra e ripeti " Quanto mi sono divertito "?
Ecco. L'opposto.
Tiravo per andare via come un rottweiler in calore.
Il giorno dopo?
Ero sdraiato pancia a terra col portatile, di domenica, per una consegna lavorativa.
Ma è un'altra storia, ed un'altra sequenza di imprecazioni.